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Raramuri

Sono super-maratoneti, detengono ogni record mondiale di corsa dai 100 km in su, ma vivono nell’anonimato e nella povertà più profondi nella Sierra Madre del Messico del Nord. Sono gli indios Tarahumara, una tribù dimenticata dai bianchi, da essi considerati il diavolo, e dal loro stesso Dio. Si sono dati un nome poetico, Raramuri, «piedi che corrono», perché su queste lunghissime distanze volano come se volessero salire al cielo. Non c’è nessuno che li batta, perché per loro i piedi sono delle ali. Vivono di agricoltura e di una strana caccia, quella ai cervi, non con l’arco e le frecce ma coi piedi, la loro unica arma: sfiancano gli animali correndo loro dietro giorni e giorni, finché la preda non si abbatte esausta. Roba da leggenda...
Ennio Caretto
“Corriere della Sera” - 31/07/2002

Citazione presa dal libro: "SOFTWARE LIBERO PENSIERO LIBERO"

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Ellekappa
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Presentazioni


scritto da: Giulia
August 7, 2009

 

Ciao!

Con un po’ di ritardo (fisiologico, sorry!) eccomi anch’io a buttar giù due righe di presentazione. Sono il terzo personaggio e porto in dote un doppio cromosoma X come avrete agilmente intuito dal nome.

Premessa doverosa: io non sono un tipo molto speculativo e non sono molto incline alle elucubrazioni, piuttosto mi accontento di “intuire” senza scendere troppo nei particolari. Non aspettatevi trattati sui massimi sistemi del mondo dunque.

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scritto da: Antonio
July 31, 2009

Accipicchia.

Non riesco a finire un libro che sia uno, neppure piccolo. Lo inizio e poi lo accatasto in qualche pila in camera mia, per la disperazione della mamma. Ultimamente sono pieno di libri a metà (non li ho tagliati, no). Sarà perché ho poco tempo libero e altre cose monopolizzano la mia attenzione, dal cazzeggiare in rete fino alle due di notte, alla programmazione di siti web, al piccolo orticello che io e Giulia abbiamo "allestito" in un francobollo quadrato di terra che il comune di Rubano (l'accento sulla a, grazie) ci ha gentilmente prestato (per l'irrisorio affitto di 35 euro l'anno). Sarà anche perché mi sono beccato la classicite acuta, una malattia comune a chi ha passato troppo tempo ad elucubrare sui concetti fondamentali della miserrima esistenza umana diligentemente congelati tra le righe dei grandi classici del 900 (e non). Sintomi: insofferenza (alla riflessione (sull'essere(umano))). Cura: chiudere il libro, deponendolo sulla sommità traballante di una pila di suoi simili, preferibilmente in bilico, pronto per un secondo tentativo, aprire immantinente una rivista o una pagina web, rilassarsi mettendosi comodi sulla poltrona, disconnettersi dalla realtà fino all'ora di cena.

 

 

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scritto da: Antonio
July 27, 2009

Che difficile iniziare. Dovrei forse spiegare dal mio punto di vista perchè ho deciso di aprire questo sito. Perché? Per spiegare il mio punto di vista, credo, per comunicare alcuni concetti che ho assimilato in questi primi dieci anni post-adolescenziali. Niente di che, cazzate varie. Non so cosa ne verrà fuori, spero una bella comunità di persone che condividono alcuni concetti... magari nulla.

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scritto da: Davide
July 23, 2009

Cercherò di raccontare la nascita di questo sito dal mio punto di vista, e mi è rimasto qualcosa nell'occhio...

 

 

 

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