Squilla il telefono, è un'amica d'infanzia di mia madre, mi cerca per farmi gli auguri di compleanno. In trent'anni l'avrò vista una volta sola, a stento ricordo il suo viso.
_ Auguri, esordisce confondendo le date di nascita ed i nomi miei e di mio fratello.
_ Come va?
_ Bene, rispondo.
_ Lavoro tutto bene?
_ Si.
_ E la morosa?
_ Non ce l'ho.
_ Eh, bisogna essere sicuri...
Ma è meglio aver amato e perduto che non aver amato mai, cara zitellona !
_ Domenica scorsa il vescovo ha ordinato un sacerdote che si chiama come te...
_ Ho un nome comune.
_ Aspetto sempre una vocazione, sai?
_ Non credo sia possibile.
_ Ma a messa ci vai?
_ No.
_ No ?! Ma lo sai che con il battesimo ti è stata fatta una grazia?
Per poco mi commuovo, davvero!
Dev'esserci senz'altro una ragione per la cura maniacale con la quale l'essere umano inventa categorie, gerarchie, spazi praticamente inutili. E sopratutto al fatto che, in un numero nutrito di persone, la testa serve a dividere le orecchie. Secondo questa devota, la Chiesa, per mezzo di Dio, mi ha fatto la grazia del battesimo. Cioè è stata autorizzata dall'essere supremo a dividere l'umanità in raccomandati per il Paradise Club e condannati all'Infinity Hell's Club, salvo conversione.
Naturalmente ho chiuso in fretta la conversazione, ma sono felice di aver donato un brivido di vita nell'esistenza solitaria di quest'anima pia.
