scritto da: Davide
August 9, 2009

Squilla il telefono, è un'amica d'infanzia di mia madre, mi cerca per farmi gli auguri di compleanno. In trent'anni l'avrò vista una volta sola, a stento ricordo il suo viso.

_ Auguri, esordisce confondendo le date di nascita ed i nomi miei e di mio fratello.

_ Come va?

_ Bene, rispondo.

_ Lavoro tutto bene?

_ Si.

_ E la morosa?

_ Non ce l'ho.

_ Eh, bisogna essere sicuri...

Ma è meglio aver amato e perduto che non aver amato mai, cara zitellona !

_ Domenica scorsa il vescovo ha ordinato un sacerdote che si chiama come te...

_ Ho un nome comune.

_ Aspetto sempre una vocazione, sai?

_ Non credo sia possibile.

_ Ma a messa ci vai?

_ No.

_ No ?! Ma lo sai che con il battesimo ti è stata fatta una grazia?

Per poco mi commuovo, davvero!

Dev'esserci senz'altro una ragione per la cura maniacale con la quale l'essere umano inventa categorie, gerarchie, spazi praticamente inutili. E sopratutto al fatto che, in un numero nutrito di persone, la testa serve a dividere le orecchie. Secondo questa devota, la Chiesa, per mezzo di Dio, mi ha fatto la grazia del battesimo. Cioè è stata autorizzata dall'essere supremo a dividere l'umanità in raccomandati per il Paradise Club e condannati all'Infinity Hell's Club, salvo conversione.

Naturalmente ho chiuso in fretta la conversazione, ma sono felice di aver donato un brivido di vita nell'esistenza solitaria di quest'anima pia.

 

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