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Raramuri

Sono super-maratoneti, detengono ogni record mondiale di corsa dai 100 km in su, ma vivono nell’anonimato e nella povertà più profondi nella Sierra Madre del Messico del Nord. Sono gli indios Tarahumara, una tribù dimenticata dai bianchi, da essi considerati il diavolo, e dal loro stesso Dio. Si sono dati un nome poetico, Raramuri, «piedi che corrono», perché su queste lunghissime distanze volano come se volessero salire al cielo. Non c’è nessuno che li batta, perché per loro i piedi sono delle ali. Vivono di agricoltura e di una strana caccia, quella ai cervi, non con l’arco e le frecce ma coi piedi, la loro unica arma: sfiancano gli animali correndo loro dietro giorni e giorni, finché la preda non si abbatte esausta. Roba da leggenda...
Ennio Caretto
“Corriere della Sera” - 31/07/2002

Citazione presa dal libro: "SOFTWARE LIBERO PENSIERO LIBERO"

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Ellekappa
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scritto da: Giulia
August 9, 2009

(Contro ogni pronostico, per l'inaugurazione non ho scelto Van Gogh, ma Edward Hopper e un'analisi semi-seria di alcuni suoi quadri)

Perché questo titolo? Perché Hopper ha un' eccezionale capacità di dipingere scene quotidiane con una quantità di dettagli inquietanti che rendono ogni quadro degno dei migliori film dell'orrore.

E' talmente evidente, per una mente dalla fervida immaginazione come la mia, che mi stupisco ogni volta che spesso non ve ne sia traccia nelle interpretazioni e nei giudizi di critici d'arte!

 

gas

Gas

Gas è uno dei quadri più conosciuti di Hopper, il soggetto è un benzinaio alla stazione di servizio.

Perché dovrebbe essere inquietante? Innanzitutto il bosco fitto e nero, che si ritrova in molte opere di Hopper, circonda una stazione di servizio isolata e la piccola casetta del benzinaio, unico suo rifugio. L'uomo dà le spalle al bosco, separato dalla casetta dalle pompe di benzina. L'erba secca alle sue spalle sembra il fronte di un incendio che avanza verso la stazione e le fiamme già lambiscono pericolosamente le pompe, anche se l'uomo sembra non essersene accorto.

 

summer evening

Summer evening

E' una serata estiva e due ragazzi chiacchierano sotto il portico illuminato della loro casa, appoggiati alla balaustra. Davanti a loro la luce del portico, così familiare, ma alle loro spalle e tutto attorno l'oscurità più profonda. Forse sono al limitare del bosco, non si sa cosa nasconda quel buio, cosa vi si nasconda. Sembra che da un momento all'altro qualcosa stia per comparire nel triangolo di giardino illuminato dalla luce del portico. Un piede. Una zampa. I ragazzi sono di spalle, se ne accorgerebbero troppo tardi.

 

 

groundswell

 

Ground Swell
1939, oil on canvas, 36-1/2 x 50-1/4 in.

www.corcoran.org

 

Questo è uno dei miei quadri preferiti in assoluto. Tre ragazzi e una ragazza su una barca a vela bianca, immersa nell'azzurro del mare e del cielo. Ma a disturbare la scena c'è quello strano oggetto scuro, solitario, che compare in mezzo alle onde. Una boa. I ragazzi sono incuriositi e si avvicinano per studiarla. La boa, sollevata dall'onda, è rivolta proprio verso di loro. E se non fosse una boa? Potrebbe scontrarsi con la fiancata della barca, la ragazza potrebbe scivolare in acqua...

 

 

Cape Cod Evening

1939, olio su tela, Washington, National Gallery of Art

 

Questo è un altro capolavoro. Ancora un casa isolata sul limitare di un fitto bosco, di fronte una distesa di erba secca. L'uomo e la donna sono sull'uscio di casa, lui richiama il cane con un gesto della mano e un fischio, stanno per rientrare. Ma il cane è distratto: qualche metro più avanti, immerso nell'erba alta, ha visto qualcosa, ha fiutato qualcosa di cui i padroni non si sono ancora accorti. Nel quadro è immortalato l'istante in cui il cane ha rivolto la testa verso l'orizzonte, verso un qualcosa che è esterno al nostro campo visivo. I padroni sono vicini alla porta di casa, ma le finestre sono tutte aperte.

 

 

Paura eh? :)

 

 

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