Non voglio essere frainteso, ma credo che abbia ragione Berlusconi quando afferma che la magistratura (e non solo) si sta sostituendo all'opposizione. E questo non perché, come lui ribadisce, i giudici siano politicizzati o rossi. La magistratura compie semplicemente il proprio dovere ed inevitabilmente si imbatte nei reati del Cavaliere, arrivando allo scontro istituzionale. Perché la Costituzione italiana è fatta così, non si può proprio chiudere un occhio e bloccare l'azione giudiziaria, indipendente grazie al modo in cui la magistratura è strutturata, con il Csm e tutto il resto. Non si può dire ai giudici italiani "fai questo processo e questo altro no", cosa che per altro quegli illustri mascalzoni del PdL vorrebbero ottenere con la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri.
Ma non si tratta soltanto della magistratura. Anche l'informazione, quella vera, resiste, barricata in trincea, isolata e sbeffeggiata dai reality show che impazzano a tutte le ore del giorno e dai telefilm di Minzolini & C. Alcune notizie continuano ostinatamente a circolare, proprio non si riesce ad evitare, il rubinetto dell'informazione che Berlusconi vorrebbe possedere non vuole saperne di funzionare a puntino. Alcuni canali di trasmissione delle notizie restano (internet in primis), e resteranno. Vedete, anche qui si mette di traverso la Costituzione che difende senza se e senza ma la libertà di informazione. Articolo 21.
E se vogliamo non si tratta neppure, soltanto, di giudici comunisti e giornalisti deviati, perché ci si mettono anche associazioni di cittadini, girotondi, sindacati, chi più ne ha più ne metta, insomma tutta quella parte della società civile (tanta) che fa catenaccio e resiste. E a voler fare gli avvocati del diavolo si potrebbe affermare che anche qui, perdindirindina, si tratta della Costituzione, la quale garantisce la libera associazione di persone e afferma che la sovranità appartiene al popolo, e non certo a Berlusconi.
Ed ecco la stranezza dell'Italia. Qui da noi lo scontro alla pari tra le due fazioni politiche antagoniste (destra e sinistra) è decaduto da almeno 15 anni (e forse più). Ciò che sta avvenendo in Italia è una guerra all'ultimo sangue per mantenere in vita i valori della Costituzione e della società democratica come la conosciamo, in un campo di battaglia dove l'opposizione ufficiale, quella politica per intenderci, ha da tempo abbandonato la partita, rinunciando a battersi, abdicando. Berlusconi non ha alternative e non conosce compromessi, non si fermerà mai e non potrà farlo. Quelli che a sinistra non lo capiscono (o non lo accettano) dovrebbero farsi da parte a favore di armate corazzate e cannoneggianti. Perché Berlusconi non può fermarsi, se lo facesse sarebbe finito. E' invischiato in faccende legate alla mafia (secondo uno stuolo di pentiti), corruzione giudiziaria, evasione fiscale, e chi più ne ha più ne metta. Non può semplicemente ritirarsi, lasciare il passo, deve andare fino in fondo, perché la sua salvezza consiste nel bloccare i meccanismi della democrazia che vorrebbero farlo rispondere delle proprie azioni. La salvezza sua è la distruzione nostra. Dello Stato e della democrazia. Alternative non ce ne sono. O lui o noi. Non si può discutere con il ladro, non esistono vie di mezzo. Chi pensa il contrario, chi continua a nicchiare e spera ancora di arrivare al dialogo e alle riforme condivise, è un idiota o un corrotto che dovremmo stanare ed espellere.
Ciò che resta della resistenza sono frammenti di società civile, frammenti di magistratura, frammenti di informazione.
Ma anche quelli, prima o poi, cederanno.
