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Raramuri

Sono super-maratoneti, detengono ogni record mondiale di corsa dai 100 km in su, ma vivono nell’anonimato e nella povertà più profondi nella Sierra Madre del Messico del Nord. Sono gli indios Tarahumara, una tribù dimenticata dai bianchi, da essi considerati il diavolo, e dal loro stesso Dio. Si sono dati un nome poetico, Raramuri, «piedi che corrono», perché su queste lunghissime distanze volano come se volessero salire al cielo. Non c’è nessuno che li batta, perché per loro i piedi sono delle ali. Vivono di agricoltura e di una strana caccia, quella ai cervi, non con l’arco e le frecce ma coi piedi, la loro unica arma: sfiancano gli animali correndo loro dietro giorni e giorni, finché la preda non si abbatte esausta. Roba da leggenda...
Ennio Caretto
“Corriere della Sera” - 31/07/2002

Citazione presa dal libro: "SOFTWARE LIBERO PENSIERO LIBERO"

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Ellekappa
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scritto da: Antonio
December 17, 2009

In questi giorni due grandi giornali quali sono Libero e il Giornale ci fanno sapere che chi legge il Fatto Quotidiano è uno stupido o un terrorista. Ebbene, eccomi qui a confessare. Sono uno stupido. Non sono un terrorista, ma solo perché la mia bassa intelligenza va a braccetto con l'inettitudine. Non ne sarei materialmente capace.

Ma permettetemi di rilanciare. Un vero coglione, antropologicamente deviato e diverso dal resto della razza umana. Come definireste uno che non vota Berlusconi? Insano di mente. Ma le mie maggiori colpe sono ben altre e ben più gravi. Ad inchiodarmi nel mio status di ritardato mentale ci pensano il mio ottimismo e la mia fiducia nel domani, perché solo un cerebroleso potrebbe davvero credere che questa Italia possa mai svegliarsi dal letargo secolare che l'affligge. E poi come definireste uno che crede che l'evasione fiscale sia un reato e che la Giustizia debba valere anche per i potenti e non solo per i morti di fame? O che sente maggior gratificazione dal rispetto verso le regole e verso gli altri che non dalla scientifica applicazione della propria furbizia? Uno che ritiene finanche di poter lasciare il segno, cambiare le cose, coinvolgere le persone, costruire un'alternativa, far valere la propria libertà?

No no, lasciatemi dire, hanno ragione Feltri e BelPietro e io mi ci sono riconosciuto non appena l'ho letto.

Grazie a loro, ora so chi sono.

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