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Raramuri

Sono super-maratoneti, detengono ogni record mondiale di corsa dai 100 km in su, ma vivono nell’anonimato e nella povertà più profondi nella Sierra Madre del Messico del Nord. Sono gli indios Tarahumara, una tribù dimenticata dai bianchi, da essi considerati il diavolo, e dal loro stesso Dio. Si sono dati un nome poetico, Raramuri, «piedi che corrono», perché su queste lunghissime distanze volano come se volessero salire al cielo. Non c’è nessuno che li batta, perché per loro i piedi sono delle ali. Vivono di agricoltura e di una strana caccia, quella ai cervi, non con l’arco e le frecce ma coi piedi, la loro unica arma: sfiancano gli animali correndo loro dietro giorni e giorni, finché la preda non si abbatte esausta. Roba da leggenda...
Ennio Caretto
“Corriere della Sera” - 31/07/2002

Citazione presa dal libro: "SOFTWARE LIBERO PENSIERO LIBERO"

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scritto da: Giulia
January 7, 2010

 


"La Marcia dei Pinguini" è un film-documentario sulla vita dei pinguini imperatore e sui nove mesi che dedicano all'accoppiamento, alla cova dell'uovo e allo svezzamento del piccolo.

I pinguini imperatore si riuniscono tutti nell'Oamok, un territorio riparato e dal ghiaccio spesso, l'unico ambiente che permetta la vita dei piccoli pinguini. Gli adulti si sottopongono a lunghissime marce, a mesi di digiuno e di immobilità nel gelo dell'inverno antartico per dar vita a un piccolo e proteggerlo da intemperie e predatori.

Le scene della loro danza nuziale e del loro accoppiamento sono di una dolcezza commovente, con la voce di Émilie Simon in sottofondo.

 

 

"Won't you open for me
The door to your ice world
To your white desert

I just want to stare
Out over these snowfields
Until we are one again

We belong to the frozen world
"


Si scelgono in mezzo a migliaia di pinguini e in mezzo a migliaia si isolano per ballare la loro danza nuziale. Su un' infinita distesa di ghiaccio spazzata da venti gelidi, una danza di istinti primordiali, ma intrisa di dolcezza e infinita delicatezza.

Lentamente le teste si avvicinano. I becchi si sfiorano, leggermente socchiusi. Danzano delicatamente, guancia contro guancia. Un becco aperto ad accarezzare l'altro...


 

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