Costruire ancora strade mi sembra assurdo. Non ce ne sono già abbastanza? Guardatevi attorno, ormai l'aspetto caratteristico delle nostre città è l'insieme delle distese di cemento e delle file luccicanti e sferraglianti di automobili. Dentro quelle automobili ometti impazienti di giungere a destinazione. Ma vi piace davvero? Quando viaggiate in auto e siete travolti da questo flusso di veicoli che vi circonda, inglobati nel traffico, vi divertite? Non avvertite questo distacco sempre più profondo dalla nostra natura animale che anziché asfalto e smog chiede prati verdi e aria fragrante? Non vi sentite frustrati da questa frenesia diffusa che vive nelle strade e che vi cozza contro ad ogni curva, ad ogni sorpasso, ad ogni semaforo arancione, ad ogni incrocio, ad ogni clacson sguinzagliatovi contro? Offesi. Increduli. Stanchi. Mi domando se tutto questo ingorgo ha uno scopo concreto, come concreto è il bisogno di respirare e dormire, se è davvero una cosa che dobbiamo assolutamente sopportare essendo creature dall'intenso bisogno sociale. Che cosa accadrebbe se tutti ci fermassimo per un attimo, per un giorno, per una settimana, se tutti ci fermassimo e iniziassimo a domandarci dove stiamo correndo?
