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Raramuri

Sono super-maratoneti, detengono ogni record mondiale di corsa dai 100 km in su, ma vivono nell’anonimato e nella povertà più profondi nella Sierra Madre del Messico del Nord. Sono gli indios Tarahumara, una tribù dimenticata dai bianchi, da essi considerati il diavolo, e dal loro stesso Dio. Si sono dati un nome poetico, Raramuri, «piedi che corrono», perché su queste lunghissime distanze volano come se volessero salire al cielo. Non c’è nessuno che li batta, perché per loro i piedi sono delle ali. Vivono di agricoltura e di una strana caccia, quella ai cervi, non con l’arco e le frecce ma coi piedi, la loro unica arma: sfiancano gli animali correndo loro dietro giorni e giorni, finché la preda non si abbatte esausta. Roba da leggenda...
Ennio Caretto
“Corriere della Sera” - 31/07/2002

Citazione presa dal libro: "SOFTWARE LIBERO PENSIERO LIBERO"

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Ellekappa
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scritto da: Antonio
August 18, 2011

Questa classe politica deve scomparire, andarsene. Non si può credere che un cambio di governo sia sufficiente a salvare l'Italia dal degrado morale ed economico che l'attraversa. Devono cambiare tutte le facce all'interno del Parlamento e non solo, bisogna che i cittadini li sfiducino in toto. In parte lo stanno già facendo, l'aggravarsi della crisi forse darà la spinta finale.

Però prima di andarsene dovrebbero fare un'ultima riforma, o lasciare che un nuovo governo la faccia in fretta, ed è una riforma per i più giovani, una riforma per la casa. Oggi chi possiede una casa è ricco, una coppia può vivere con 700/800 euro al mese se non ha figli (io non ho figli ma non penso che la quota lieviterebbe troppo, cercherei comunque di fare in modo che questo non succeda estendendo ai figli il mio stile di vita). Chi non ha una casa può fare un mutuo e pagare 500/600 euro in più al mese, non è una spesa troppo elevata sommandoli agli altri fanno qualcosa come 1200/1400 euro al mese, in due ce la si fa. Il problema non è pagare la quota del mutuo ma riuscire a farselo concedere dalle banche.

Oggi difficilmente una banca concede un mutuo se non si ha un lavoro stabile, praticamente a tempo indeterminato. Io che ho partita IVA e guadagni alterni, incerti, non credo che riuscirei a ricevere un mutuo anche guadagnando qualcosina in più, moltissimi altri sono nella stessa situazione, dipendenti o autonomi. E la tendenza del mercato è nella direzione del lavoro flessibile, determinato, a progetto, saltuario. Pochi possono dare garanzie di guadagni fissi alle banche.

E allora come deve fare un giovane per costruirsi un futuro? Ci si stupisce che si rimanga in casa fino ai 30 anni ma quando una casa costa non meno di 150 mila euro e gli stipendi base sono dai mille ai millecinquecento euro, con lavori solitamente a tempo determinato o a progetto, come è possibile riuscire a pagarsela se le banche non concedono un mutuo? Perciò deve garantire lo Stato nei confronti delle banche là dove i giovani non possono farlo. Serve una politica in tal senso.

Con una casa si aprono prospettive nuove, inaspettate, si può anche decidere di tentare qualcosa, si hanno delle sicurezze, le spalle parzialmente coperte, ci si può organizzare. Oggi ci sono moltissime case vuote, la cementificazione ha devastato il paese, nei centri urbani la gente sfolla, va verso le campagne, le case restano deserte. Non si capisce allora perché i prezzi non calino, perché una casa resti così inaccessibile. E' la prima cosa da fare per dare un futuro a questa generazione, bisogna rendere possibile una casa.

Con una casa si può scalare marcia, guardarsi in faccia e decidere il da farsi, eventualmente non fare niente ed aspettare. In un periodo di forte crisi sociale come quello attuale si può scegliere di non consumare o di farlo il meno possibile, di non spendere o di farlo il meno possibile, di auto-prodursi e scambiare gran parte di quello che si mangia, di curarsi dei fatti propri oziosamente, di riposare. Ma per riuscire serve un rifugio che garantisca stabilità alle attività di una famiglia, che dia fiducia e protezione, che esista al di là di un'occupazione stabile e di entrate cospicue. La casa.

Chi ha un mutuo e può pagarsela è già ricco. Chi ha già una casa è ricchissimo (io mi sento ricchissimo anche se guadagno poco). Lo stipendio è relativo: con una casa e qualche idea in testa basta poco per vivere, meno di mille euro (500 in più se si ha il mutuo).

Serve ovviamente anche un cambio di mentalità: bisogna che la gente impari a non muoversi, a stare ferma, a non crearsi nuovi bisogni (suggeriti dalla pubblicità) ma anzi a rinunciare a quelli che ha. Scoprirà che la vita diventa più serena e che servono meno pastiglie per il mal di gola. Ma per essere liberi di farlo serve una casa.

 

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